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Il punto di vista di Alberto Clavarino, responsabile vendite Netalia, sulla gestione degli ambienti complessi di medie e grandi imprese attraverso il Cloud ibrido. La realtà è innegabile; i benefici offerti dalle soluzioni ibride sono unici. Unendo il meglio delle soluzioni private e pubbliche, le aziende possono garantirsi la sicurezza, la continuità e il controllo di cui hanno bisogno per i dati sensibili; sono contemporaneamente in grado di scalare rapidamente e a costi contenuti nel caso, all’ultimo minuto, si debba lanciare un nuovo servizio o una campagna di marketing. Leggi qui l’articolo di Data Manager. 

A cura di Alberto Clavarino, responsabile vendite di Netalia – Viviamo in una realtà sempre più dinamica, nella quale le strutture di business tradizionali rigide non funzionano più. Giorno dopo giorno vengono rimpiazzate da nuovi modelli maggiormente agili e dinamici e il ritmo di questo cambiamento è senza precedenti. Tocca tutti gli ambiti, dal mondo della sanità, al retail, all’istruzione, ai trasporti. In pratica, ogni settore industriale sta andando incontro a questa trasformazione.

IT dinamico per un mondo liquido

Il mondo dell’IT è in rapida trasformazione, tanto da essere definito “liquido”, ed è capace di generare ogni giorno nuove opportunità di business attraverso una mutazione progressiva delle sue aree di applicazione, incredibilmente estese rispetto al passato. Parallelamente implica, per sua natura, l’affermarsi di una percezione nuova e diversa del ruolo dell’IT da parte dell’azienda, maggiormente strategico e non meramente operativo. L’IT si trova, quindi, sotto la “lente d’ingrandimento”, soprattutto oggi che può giocare un ruolo fondamentale nell’affrontare la complessità legata a contesti come la proliferazione dei dispositivi mobili, l’internet of Things e la crescita esponenziale dei dati; scenari che impongono alle aziende sfide sempre più impegnative. Ma quale modello scegliere per un IT dinamico, agile, flessibile e capace di fare veramente la differenza? Da questo punto di vista, la liberazione dall’infrastruttura fisica ha rappresentato, e ancora oggi rappresenta, un evento epocale: secondo una relazione Eurostat, oggi, il 40% delle aziende italiane, invece di costruire la propria infrastruttura IT, sceglie come soluzione il Cloud computing in modo da sfruttare le risorse informatiche ospitate dalle terze parti.

Il punto di vista di Alberto Clavarino, responsabile vendite Netalia, sulla gestione degli ambienti complessi di medie e grandi imprese attraverso il Cloud ibrido. La realtà è innegabile; i benefici offerti dalle soluzioni ibride sono unici. Unendo il meglio delle soluzioni private e pubbliche, le aziende possono garantirsi la sicurezza, la continuità e il controllo di cui hanno bisogno per i dati sensibili; sono contemporaneamente in grado di scalare rapidamente e a costi contenuti nel caso, all’ultimo minuto, si debba lanciare un nuovo servizio o una campagna di marketing. Leggi qui l’articolo di Data Manager. 

A cura di Alberto Clavarino, responsabile vendite di Netalia – Viviamo in una realtà sempre più dinamica, nella quale le strutture di business tradizionali rigide non funzionano più. Giorno dopo giorno vengono rimpiazzate da nuovi modelli maggiormente agili e dinamici e il ritmo di questo cambiamento è senza precedenti. Tocca tutti gli ambiti, dal mondo della sanità, al retail, all’istruzione, ai trasporti. In pratica, ogni settore industriale sta andando incontro a questa trasformazione.

IT dinamico per un mondo liquido

Il mondo dell’IT è in rapida trasformazione, tanto da essere definito “liquido”, ed è capace di generare ogni giorno nuove opportunità di business attraverso una mutazione progressiva delle sue aree di applicazione, incredibilmente estese rispetto al passato. Parallelamente implica, per sua natura, l’affermarsi di una percezione nuova e diversa del ruolo dell’IT da parte dell’azienda, maggiormente strategico e non meramente operativo. L’IT si trova, quindi, sotto la “lente d’ingrandimento”, soprattutto oggi che può giocare un ruolo fondamentale nell’affrontare la complessità legata a contesti come la proliferazione dei dispositivi mobili, l’internet of Things e la crescita esponenziale dei dati; scenari che impongono alle aziende sfide sempre più impegnative. Ma quale modello scegliere per un IT dinamico, agile, flessibile e capace di fare veramente la differenza? Da questo punto di vista, la liberazione dall’infrastruttura fisica ha rappresentato, e ancora oggi rappresenta, un evento epocale: secondo una relazione Eurostat, oggi, il 40% delle aziende italiane, invece di costruire la propria infrastruttura IT, sceglie come soluzione il Cloud computing in modo da sfruttare le risorse informatiche ospitate dalle terze parti.

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