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A cura di Michele Zunino, CEO di Netalia Sono trascorsi più di 20 anni dall’avvento di Internet ma oggi ma sembrano essere passati secoli da quando inserivamo i floppy disc per salvare i dati o eravamo abituati ad attendere oltre un minuto per il caricamento di una pagina web.

Oggi viviamo nella società dell’informazione, che ha fatto di Internet la sua infrastruttura portante. In questo scenario, lo sviluppo della rete ha cambiato notevolmente il nostro modo di relazionarci con il mondo e il modo attraverso il quale elaboriamo le informazioni. Il web, infatti, ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, ed è divenuto il catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione trasformandosi in quello spazio dove si può confrontarsi e condividere idee, progetti e pensieri per cambiare lo stato presente delle cose e promuovere l’innovazione.

Il web è sempre più integrato nella vita quotidiana di ciascuno di noi, con la presenza pervasiva di queste informazioni, contenuti e servizi, distribuiti attraverso la rete Internet e fruiti in ogni momento della nostra giornata: a casa, in ufficio e in mobilità. Questo è lo scenario sempre più esteso e complesso dove gli oggetti in rete si moltiplicano costantemente. Si tratta del famoso “Internet of Things”, cresciuto in Italia fino ad arrivare al valore di 1,55 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano Internet of Things, e che nel 2014 contava già oltre 8 milioni di oggetti connessi tramite Sim cellulare (+33% sul 2013), ai quali si aggiunge il mercato delle app che usano tecnologie di comunicazione diverse, come Wireless, WiFi e Bluetooth.
L’internet delle cose cresce in modo esponenziale ed esce dai propri confini per trasformarsi in quello che possiamo oggi definire un “Internet of Everything” che connettendo dispositivi, persone, dati e processi produttivi, influenza e influenzerà in futuro aspetti sempre maggiori della nostra vita.

Siamo quindi giunti a un punto di svolta nella storia del web; a un livello di profondità che lo rende onnipresente e pervasivo. Quello che era nato come un approfondito sistema di ricerca e comunicazione per scopi militari, si è trasformato in un contenitore d’informazioni (web 1.0), per poi evolversi in strumento di interazione e relazione (web 2.0), un sistema che sempre più estrae informazioni personalizzate a seconda delle nostre scelte, per portarci infine verso un futuro digitale dai confini sempre più labili, dove la rete diviene parte integrante del tessuto quotidiano.

Quando si parlava di Internet, agli esordi, negli schemi e nei diagrammi pensati per spiegare la rete, spesso la si rappresentava come una grande nuvola di dati. Da qui al “cloud” il passo è stato veloce.
Il cloud computing è nato proprio da tecnologie come Internet, virtualizzazione e web, che sono state rimodellate allo scopo di creare una piattaforma di elaborazione che prescindesse da una localizzazione fisica e che fosse in grado di astrarre le risorse hardware e software impiegate. Come avviene con la connessione Internet, utilizziamo sempre più quotidianamente il cloud senza accorgercene: gmail, dropbox, gdrive, outlook sono solo alcuni dei tanti servizi che vengono erogati in cloud. Semplicemente non ce ne rendiamo conto!

In uno scenario dove il web scompare in quanto permea tutte le nostre relazioni e si trasforma in quotidianità, il cloud computing si appresta a percorrere una strada simile e rappresenta in questo momento il futuro della rete e di tutti noi, che alla rete accediamo ogni giorno.
Il cloud è la naturale evoluzione della rete perché è capace di mantenere le sue promesse di “democrazia”, garantendo disponibilità e accessibilità ovunque e in qualsiasi momento alle informazioni, in mobilità e online, l’indipendenza dalle periferiche e una maggiore sicurezza e scalabilità in base alle proprie esigenze.

Per le aziende il cloud rappresenta un cambiamento generazionale nell’evoluzione dell’IT e un’opportunità unica per acquisire un vantaggio competitivo strategico sia nella fruizione dell’IT che nell’erogazione di servizi. È la sfida da affrontare se si vuole accrescere la propria efficienza, accedere facilmente ai dati in maniera sicura, abbattere i costi di gestione, aprirsi all’esterno e ai device mobili senza rischi, con servizi personalizzati. La rivoluzione digitale, il futuro del web insomma, ora è e dovrà essere necessariamente “on cloud” e noi di Netalia, che abbiamo creduto nelle potenzialità del cloud sin dagli inizi, creando delle basi solide per poter garantire un servizio di alta qualità, vogliamo essere accanto alle aziende e accompagnarle in questo cambiamento.

A cura di Michele Zunino, CEO di Netalia Sono trascorsi più di 20 anni dall’avvento di Internet ma oggi ma sembrano essere passati secoli da quando inserivamo i floppy disc per salvare i dati o eravamo abituati ad attendere oltre un minuto per il caricamento di una pagina web.

Oggi viviamo nella società dell’informazione, che ha fatto di Internet la sua infrastruttura portante. In questo scenario, lo sviluppo della rete ha cambiato notevolmente il nostro modo di relazionarci con il mondo e il modo attraverso il quale elaboriamo le informazioni. Il web, infatti, ci ha dato la possibilità di imparare, conoscere, sbagliare e riprovare, ed è divenuto il catalizzatore della trasformazione e dell’innovazione trasformandosi in quello spazio dove si può confrontarsi e condividere idee, progetti e pensieri per cambiare lo stato presente delle cose e promuovere l’innovazione.

Il web è sempre più integrato nella vita quotidiana di ciascuno di noi, con la presenza pervasiva di queste informazioni, contenuti e servizi, distribuiti attraverso la rete Internet e fruiti in ogni momento della nostra giornata: a casa, in ufficio e in mobilità. Questo è lo scenario sempre più esteso e complesso dove gli oggetti in rete si moltiplicano costantemente. Si tratta del famoso “Internet of Things”, cresciuto in Italia fino ad arrivare al valore di 1,55 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano Internet of Things, e che nel 2014 contava già oltre 8 milioni di oggetti connessi tramite Sim cellulare (+33% sul 2013), ai quali si aggiunge il mercato delle app che usano tecnologie di comunicazione diverse, come Wireless, WiFi e Bluetooth.
L’internet delle cose cresce in modo esponenziale ed esce dai propri confini per trasformarsi in quello che possiamo oggi definire un “Internet of Everything” che connettendo dispositivi, persone, dati e processi produttivi, influenza e influenzerà in futuro aspetti sempre maggiori della nostra vita.

Siamo quindi giunti a un punto di svolta nella storia del web; a un livello di profondità che lo rende onnipresente e pervasivo. Quello che era nato come un approfondito sistema di ricerca e comunicazione per scopi militari, si è trasformato in un contenitore d’informazioni (web 1.0), per poi evolversi in strumento di interazione e relazione (web 2.0), un sistema che sempre più estrae informazioni personalizzate a seconda delle nostre scelte, per portarci infine verso un futuro digitale dai confini sempre più labili, dove la rete diviene parte integrante del tessuto quotidiano.

Quando si parlava di Internet, agli esordi, negli schemi e nei diagrammi pensati per spiegare la rete, spesso la si rappresentava come una grande nuvola di dati. Da qui al “cloud” il passo è stato veloce.
Il cloud computing è nato proprio da tecnologie come Internet, virtualizzazione e web, che sono state rimodellate allo scopo di creare una piattaforma di elaborazione che prescindesse da una localizzazione fisica e che fosse in grado di astrarre le risorse hardware e software impiegate. Come avviene con la connessione Internet, utilizziamo sempre più quotidianamente il cloud senza accorgercene: gmail, dropbox, gdrive, outlook sono solo alcuni dei tanti servizi che vengono erogati in cloud. Semplicemente non ce ne rendiamo conto!

In uno scenario dove il web scompare in quanto permea tutte le nostre relazioni e si trasforma in quotidianità, il cloud computing si appresta a percorrere una strada simile e rappresenta in questo momento il futuro della rete e di tutti noi, che alla rete accediamo ogni giorno.
Il cloud è la naturale evoluzione della rete perché è capace di mantenere le sue promesse di “democrazia”, garantendo disponibilità e accessibilità ovunque e in qualsiasi momento alle informazioni, in mobilità e online, l’indipendenza dalle periferiche e una maggiore sicurezza e scalabilità in base alle proprie esigenze.

Per le aziende il cloud rappresenta un cambiamento generazionale nell’evoluzione dell’IT e un’opportunità unica per acquisire un vantaggio competitivo strategico sia nella fruizione dell’IT che nell’erogazione di servizi. È la sfida da affrontare se si vuole accrescere la propria efficienza, accedere facilmente ai dati in maniera sicura, abbattere i costi di gestione, aprirsi all’esterno e ai device mobili senza rischi, con servizi personalizzati. La rivoluzione digitale, il futuro del web insomma, ora è e dovrà essere necessariamente “on cloud” e noi di Netalia, che abbiamo creduto nelle potenzialità del cloud sin dagli inizi, creando delle basi solide per poter garantire un servizio di alta qualità, vogliamo essere accanto alle aziende e accompagnarle in questo cambiamento.

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