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18 Novembre 2022: “Polo Strategico Nazionale, i cloud provider italiani vogliono contare di più”

Tutti i Paesi hanno anche concordato sulla necessità di far emergere campioni tecnologici europei, senza i quali la nozione di sovranità #digitale europea è destinata a rimanere lettera morta. Favorire l’emergere di #imprese nazionali capaci di competere con l’offerta dei colossi globali, significa anche fermare l’emorragia di talenti che sono costretti ad espatriare, non vedendosi riconosciute le proprie competenze in un Paese che non ha scommesso abbastanza sulla promozione di un ecosistema tecnologico adeguato alle loro competenze.

Dobbiamo quindi riportare al centro del dibattito sul cloud della PA, un nuovo progetto industriale che coinvolga le PMI del settore, e che non si riduca solo ad una manovra finanziaria per la costruzione di data center. Il Consorzio Italia cloud ha messo a disposizione le sue competenze perché crediamo che il cloud e le infrastrutture che lo compongono siano un abilitatore che però deve integrarsi con i processi, con le organizzazioni, con le imprese locali e non ultimi, i cittadini. Dobbiamo perciò decidere oggi che forma dare al patrimonio informativo del Paese e ridiscutere insieme i criteri ed il livello di sicurezza più adeguati a proteggere i dati strategici dal rischio di una loro violazione, tenuto conto anche che altri ordinamenti possono ancora permettersi di sfruttare – quasi indisturbati – la loro dominanza tecnologica per aggirare le nostre protezioni.

Eppure, proprio nel settore del #cloud, ci sono tante eccellenze italiane da valorizzare.

 

A QUESTO LINK L’INTERVISTA COMPLETA su Agenda Digitale

18 Novembre 2022: “Polo Strategico Nazionale, i cloud provider italiani vogliono contare di più”

Tutti i Paesi hanno anche concordato sulla necessità di far emergere campioni tecnologici europei, senza i quali la nozione di sovranità #digitale europea è destinata a rimanere lettera morta. Favorire l’emergere di #imprese nazionali capaci di competere con l’offerta dei colossi globali, significa anche fermare l’emorragia di talenti che sono costretti ad espatriare, non vedendosi riconosciute le proprie competenze in un Paese che non ha scommesso abbastanza sulla promozione di un ecosistema tecnologico adeguato alle loro competenze.

Dobbiamo quindi riportare al centro del dibattito sul cloud della PA, un nuovo progetto industriale che coinvolga le PMI del settore, e che non si riduca solo ad una manovra finanziaria per la costruzione di data center. Il Consorzio Italia cloud ha messo a disposizione le sue competenze perché crediamo che il cloud e le infrastrutture che lo compongono siano un abilitatore che però deve integrarsi con i processi, con le organizzazioni, con le imprese locali e non ultimi, i cittadini. Dobbiamo perciò decidere oggi che forma dare al patrimonio informativo del Paese e ridiscutere insieme i criteri ed il livello di sicurezza più adeguati a proteggere i dati strategici dal rischio di una loro violazione, tenuto conto anche che altri ordinamenti possono ancora permettersi di sfruttare – quasi indisturbati – la loro dominanza tecnologica per aggirare le nostre protezioni.

Eppure, proprio nel settore del #cloud, ci sono tante eccellenze italiane da valorizzare.

 

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